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Nel Dicembre 1997 viene concordato il Protocollo di Kyoto, che impegna i paesi industrializzati e quelli in economia di transizione (Est Europa), responsabili di oltre il 70% delle emissioni mondiali di gas serra, a
ridurre entro il 2012 le emissioni del 5,2% rispetto ai valori del 1990, con percentuali
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diversificate per Paese: per l'Italia la riduzione deve essere del 6,5%.
Il Protocollo indica inoltre le politiche e le misure che i paesi firmatari dovranno adottare per la riduzione delle emissioni, al fine di promuovere uno Sviluppo Sostenibile, inteso come “sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”.
Il 16 Febbraio 2005, con sei anni di ritardo, il Protocollo di Kyoto entra in
vigore e molti Paesi industrializzati hanno già adottato le linee guida indicate dal testo per la riduzione delle emissioni. |
L'Italia, nonostante una serie di iniziative adottate già a partire dal 1998 ("Linee Guida per le politiche e le misure nazionali di riduzione delle emissioni dei gas serra", "Libro Bianco per la valorizzazione energetica delle fonti rinnovabili") e la ratifica del Protocollo di Kyoto nel 2002, non ha modificato il suo "trend" di crescita delle emissioni e si trova oggi a doverle ridurre di circa il 12% rispetto al livello attuale, per ottemperare agli impegni di Kyoto.
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