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Nel marzo 2007, nel'ambito del Pacchetto Energia, il Consiglio dell'Unione Europea ha adottato come vincolante un obiettivo pari al 20% di fonti di energia rinnovabile sul consumo di energia dell'Unione al 2020 (con un target specifico del 10% per quanto riguarda i biocarburanti) che si affianca ad altri due obiettivi quantitativi: il 20% di riduzione delle emissioni di gas serra e il 20% di miglioramento dell'efficienza energetica. Questi obiettivi (20 -20 -20) al 2020 rappresentano la proposta dell'UE per contrastare i cambiamenti climatici in atto e, allo stesso tempo, sostenere la competitività delle industrie europee sui mercati internazionali nel contesto di una più generale politica sul clima che ha individuato come obiettivo quello di limitare l'aumento della temperatura globale a non più di 2°C rispetto all'epoca preindustriale.
 
Se da una parte non si può che accogliere in modo positivo questo nuovo e ambizioso obiettivo che l'UE si è posta, non dobbiamo dimenticare che solo alcuni Paesi dell'UE saranno in grado di raggiungere i precedenti obiettivi fissati al 2010. Tra i Paesi dell'UE, sicuramente l'Italia dovrà aumentare i propri sforzi al fine di porre in atto politiche e misure utili a ridurre pesantemente le emissioni di gas serra che, seppur più lentamente negli ultimi anni, continuano ad aumentare invece che diminuire.
 
 
 
Per quanto riguarda la produzione delle fonti di energia rinnovabile, con le ultime leggi finanziarie l'Italia ha confermato di voler continuare sulla strada degli incentivi basati sui meccanismi di mercato, differenziati per tecnologia.
 
Il quadro degli incentivi deve essere, però, da una parte, garantito con continuità e stabilità al fine di dare al settore industriale una prospettiva chiara per la pianificazione degli investimenti, ma risultare dall'altra parte di durata limitata nel tempo, in modo che, una volta raggiunta una posizione di competitività della tecnologia delle fonti rinnovabili rispetto alle risorse tradizionali, la sua adozione sia giustificabile in termini di conquistata convenienza economica.
 
A sostegno del raggiungimento degli obiettivi prefissati a livello europeo, e con il preciso obiettivo di coinvolgere attivamente tutti i livelli della società, la Commissione Europea ha lanciato alla fine del 2005 la campagna Energia Sostenibile per l'Europa - SEE. Tra gli scopi della campagna anche quello di accrescere la consapevolezza sulla produzione e utilizzo dell'energia.
 
La campagna SEE è attiva anche in Italia (www.campagnaseeitalia.it), ove il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare funge da focal point nazionale, e particolare attenzione è posta a tutte le iniziative che si prefiggono proprio l'obiettivo di aumentare la quota di energie rinnovabili e l'efficienza energetica e, al contempo, ridurre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera.
 
I due principali settori sui quali si dovrà concentrare l'attività del nostro Paese nella lotta ai cambiamenti climatici sono quelli dei trasporti e dell'edilizia.
   
Il primo, che rappresenta la”pecora nera” tra le attività responsabili dell'emissione di gas serra, dovrà essere affrontato con politiche serie e costanti sia dal lato dell'offerta che della domanda. Il secondo è quello che presenta e i maggiori potenziali in termini di efficienza e risparmio energetici con anche un'ottima possibilità di sviluppo nell'integrazione delle fonti di energia rinnovabile, tra le quali spicca il solare, sia termico che fotovoltaico.
 
Proprio sul tema dell'edilizia sostenibile, il Ministro dell'Ambiente, oltre ad aver attivato, nell'ambito della campagna SEE, una serie di partnership d'eccellenza con attori di primo piano nel settore,  ha lanciato nel marzo 2008, in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Urbanistica, un concorso nazionale dal titolo Energia sostenibile nelle città. Obiettivo del concorso è proprio quella di stimolare una nuova cultura del costruire e del riqualificare che vada anche ben oltre le incoraggianti ultime disposizioni normative del settore.

Un'altra iniziativa lanciata dalla Commissione Europea nel febbraio 2008, e subito recepita dal Ministero dell'Ambiente che ne sta coordinando l'attuazione in Italia, è il Patto dei Sindaci, un'alleanza strategica tra le Amministrazioni più vicine ai cittadini con il preciso obiettivo di raggiungere, a livello locale, gli obiettivi posti dall'Unione Europea per il 2020.

Infine, una comunicazione e un'informazione più attenta e puntuale sui temi dell'energia sostenibile risulterà di fondamentale aiuto per una maggior consapevolezza sull'utilizzo intelligente dell'energia. 
 
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